Stoccaggio di gas naturale
Il consumo italiano di gas è fortemente stagionale: d'inverno il riscaldamento moltiplica la domanda giornaliera, mentre le forniture da gasdotto e da rigassificazione hanno una portata relativamente costante. La differenza fra le due curve viene coperta sottoterra. Lo stoccaggio geologico è, in senso stretto, l'infrastruttura che consente al sistema energetico italiano di attraversare la stagione fredda.

Come funziona
Lo stoccaggio di gas naturale in Italia avviene quasi esclusivamente in giacimenti esauriti: strutture geologiche che hanno prodotto idrocarburi per decenni e di cui si conosce con precisione la geometria, la porosità, la permeabilità e soprattutto la tenuta. Quella tenuta è il punto: una roccia di copertura che ha trattenuto gas per milioni di anni è la miglior garanzia disponibile che tratterrà anche il gas reimmesso.
Il ciclo è annuale. Nella stagione calda il gas viene iniettato in pressione nella roccia serbatoio; nella stagione fredda viene erogato verso la rete. Una parte del volume — il cosiddetto cushion gas, o gas di base — resta permanentemente in giacimento perché serve a mantenere la pressione necessaria a far funzionare il sistema, e non è quindi disponibile per il mercato.
Lo stoccaggio svolge tre funzioni distinte, spesso confuse fra loro:
- modulazione stagionale, cioè coprire la differenza fra domanda invernale ed estiva;
- modulazione di punta, cioè rispondere a picchi di domanda di brevissima durata, per esempio durante un'ondata di gelo;
- riserva strategica, cioè volumi vincolati e utilizzabili solo in caso di crisi di approvvigionamento su decisione dell'autorità pubblica.
I numeri italiani
Nell'annata di riferimento il quadro era il seguente. L'Italia risultava il secondo paese dell'Unione europea dopo la Germania per volume di gas stoccato, con circa il 17 per cento della capacità complessiva europea.
- capacità di erogazione massima: circa 290 milioni di standard metri cubi al giorno;
- campi attivi: dieci, situati in Abruzzo, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto;
- impianti in realizzazione: tre, in Lombardia ed Emilia-Romagna, oltre a procedimenti in corso per il rilascio di nuove concessioni.
Per dare la misura di che cosa significhi: nell'inverno 2013/2014 lo stoccaggio ha contribuito alla copertura della domanda nazionale per circa 6,6 miliardi di metri cubi, calcolati come differenza fra il riempimento al 31 ottobre 2013 e la giacenza al 31 marzo 2014. È un volume paragonabile all'intera produzione nazionale di gas di un anno.
Il numero di siti è rimasto invariato per molti anni. Questo è un dato strutturale importante: la capacità di stoccaggio italiana non è cresciuta per aggiunta di nuovi campi ma soprattutto per ottimizzazione di quelli esistenti — più pozzi, migliore compressione, migliore gestione della pressione.
Perché la geografia conta
I dieci campi si concentrano nell'area padana e in Abruzzo per una ragione geologica semplice: sono lì i giacimenti di gas esauriti. Questo produce però un effetto di sistema: la capacità di erogazione di punta è concentrata al Nord, dove è concentrata anche la domanda industriale e civile, ma il collegamento con i punti di ingresso meridionali della rete resta un vincolo di trasporto.
La conseguenza pratica è che lo stoccaggio non è sostituibile con più importazione. Un gasdotto in più aumenta la portata media; solo lo stoccaggio aumenta la capacità di punta giornaliera.
Regolazione
Lo stoccaggio è un'attività regolata: le tariffe, i criteri di conferimento della capacità e gli obblighi di servizio sono definiti dall'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, mentre le concessioni e la vigilanza mineraria restano in capo all'amministrazione statale competente. Le riserve strategiche rispondono a un regime distinto, con volumi vincolati e attivabili solo su determinazione pubblica.
A livello europeo lo stoccaggio è entrato stabilmente nelle politiche di sicurezza dell'approvvigionamento, con obiettivi di riempimento minimo alla fine della stagione di iniezione: il quadro è seguito dalla sezione Energy della Commissione europea.
Sicurezza e monitoraggio
Iniettare e prelevare fluidi da una formazione profonda modifica ciclicamente lo stato di pressione della roccia. Per questo i campi di stoccaggio sono fra le infrastrutture del sottosuolo italiano più strettamente monitorate: reti sismometriche locali, misure di deformazione del suolo, controllo continuo delle pressioni di giacimento. Le linee guida nazionali per il monitoraggio della sismicità, delle deformazioni e delle pressioni sono nate proprio dall'esperienza maturata su questi impianti e sui casi di studio descritti in Laboratorio Cavone.
Per il vocabolario tecnico — roccia serbatoio, chiusura strutturale, porosità, permeabilità, testa pozzo — si veda il glossario. Per i dati sugli impianti e sulla produzione, attività e mappe.