Materie prime critiche: progetti ed esplorazione
La politica sulle materie prime strategiche comprende il rafforzamento delle capacità interne europee e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento. In Italia, il Programma nazionale di esplorazione mineraria mira a delineare un quadro delle potenzialità del sottosuolo, integrando informazioni storiche e indagini. Sul piano autorizzativo, la competenza del punto unico statale per l'estrazione riguarda i progetti già riconosciuti strategici dalla Commissione europea.
Obiettivi europei e prima selezione
Il 25 marzo 2025 la Commissione europea ha adottato il primo elenco di 47 progetti strategici per le materie prime. La selezione riguarda 13 Stati membri: Belgio, Francia, Italia, Germania, Spagna, Estonia, Cechia, Grecia, Svezia, Finlandia, Portogallo, Polonia e Romania.
La Commissione motiva la scelta con il contributo dei progetti alla sicurezza dell'approvvigionamento europeo e con la loro fattibilità tecnica. I progetti selezionati rispettano inoltre criteri ambientali, sociali e di governance e apporteranno comprovati vantaggi transfrontalieri per l'Unione.
Il Programma nazionale di esplorazione
Il Programma nazionale di esplorazione mineraria descritto da ISPRA comprende 14 progetti di ricerca ed è stato approvato dal Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica, il CITE. I progetti sono distribuiti sul territorio nazionale; tra le regioni indicate figurano Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Marche e Sardegna. A questi progetti si aggiunge la mappatura nazionale dei depositi dei rifiuti estrattivi prevista dal progetto PNRR URBES.
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno affidato la realizzazione del programma al Servizio Geologico d'Italia di ISPRA. L'organizzazione coinvolge 15 unità operative e oltre 400 specialisti. Alla prima fase di indagine sui depositi naturali è dedicato un investimento di 3,5 milioni di euro.
L'obiettivo è costruire un quadro delle potenzialità minerarie nazionali integrando le informazioni storiche con una campagna di esplorazione. ISPRA colloca il programma a oltre trent'anni dall'ultimo investimento pubblico nel settore.
La prima fase comprende esclusivamente indagini non invasive, con analisi di immagini telerilevate e rilievi geologici, geochimici e geofisici. È previsto anche l'impiego di sensori aviotrasportati. Il programma contempla inoltre la sperimentazione della radiografia muonica, una tecnologia basata sull'utilizzo di particelle cosmiche.
Gli eventuali sondaggi esplorativi diretti appartengono alle fasi successive, indicate come fase 2 e fase 3. Sono previsti soltanto dove necessari e restano subordinati alle opportune valutazioni ambientali.
Riconoscimento strategico e competenze
La precisazione ministeriale sui progetti riconosciuti strategici richiama il decreto ministeriale 12 giugno 2025 n.146 nel quadro dell'istituzione di punti unici di contatto per estrazione, trasformazione o riciclaggio di materie prime critiche strategiche. Per l'estrazione, il punto unico istituito presso il MASE è rappresentato dalla Direzione generale Fonti Energetiche e Titoli Abilitativi.
In base all'articolo 3 del decreto-legge 84/2024, la Direzione riceve istanze e rilascia le relative autorizzazioni soltanto per la realizzazione di progetti di estrazione di materie prime strategiche già riconosciuti strategici dalla Commissione europea. Il riconoscimento europeo si fonda sui criteri dell'articolo 6 del regolamento UE 2024/1252.
Per tutti gli altri progetti, compresi quelli di ricerca, rimane invariata la competenza della Regione territorialmente interessata. Una volta rilasciato, il permesso di ricerca deve essere comunicato al punto unico prima dell'avvio delle relative attività, secondo l'articolo 7, comma 2, del decreto-legge 84/2024.